Cartolarizzazioni per PMI opportunità anche per le PMI?

 

A. Sannini AD di Twin Advisor Limited

(Pubblicato sulla newsletter di Consorzio Camerale per la Finanza ed il credito)

La cartolarizzazione è la traduzione italiana di “securization”, lo strumento nato negli Stati Uniti nel 1975 da un team di Salomon Brothers e Bank of America e, ad oggi, tra i più utilizzati nei mercati mondiali.

Sostanzialmente, la cartolarizzazione è uno strumento che converte attività illiquide o a liquidità differita (come crediti e asset immobiliari) in titoli negoziabili e liquidabili sul mercato.

Solitamente questi titoli prendono il nome di ABS (Asset Backed Securities), hanno una natura obbligazionaria e assumono denominazioni specifiche a seconda del tipo di attività sottostante.

Le caratteristiche dell’operazione si riassumono, innanzitutto, nella composizione di un portafoglio di attività che prescindono dal mero rischio creditizio dell’azienda. La gestione dell’operazione viene effettuata in maniera autonoma da un’entità giuridicamente esterna al soggetto cedente.

Tale strumento può offrire opportunità interessanti anche per le PMI. I principali vantaggi possono essere riconducibili, in primis, al riequilibrio della struttura finanziaria: l’impresa, infatti, ottiene liquidità per estinguere fonti troppo onerose o finanziamenti contratti a condizioni poco convenienti. Un altro vantaggio, soprattutto in questa fase dicontrazione degli investimenti di tipo industriale, può essere rappresentato dalla diversificazione delle fonti di finanziamento, dal momento che consente di liberare liquidità da destinare potenzialmente allo sviluppo e alla crescita (ad esempio attraverso investimenti in nuove attività produttive o acquisizioni). Da ultimo, è necessario considerare anche un sensibile miglioramento del profilo di rischio attraverso la riduzione del rischio liquidità e del rischio di portafoglio.

La cartolarizzazione è un’operazione di una certa complessità soprattutto per il numero di attori che intervengono nelle diverse fasi. Le varianti di un’operazione di questo tipo sono praticamente infinite.

La prima fase di una cartolarizzazione riguarda la mappatura degli asset da cartolarizzare ad opera dell’originator (la PMI), eventualmente con il supporto di advisor. Ad esempio, nel caso si voglia cartolarizzare uno o più asset immobiliari ci sarà bisogno di una perizia per determinarne il valore.

Grande attenzione deve essere data alla composizione del portafoglio di asset oggetto di una cartolarizzazione, che devono essere valutati a livello di cash- flow ed è, altresì, necessario che la PMI progetti l’operazione in un’ottica di elevata trasparenza, al fine di ridurre le conseguenze di possibili asimmetrie informative.

Nella seconda fase si procede alla costituzione di una società veicolo (SPV, Special Purpose Vehicle) di diritto italiano o straniero, che deve acquisire gli asset finanziandosi con l’emissione di titoli sul mercato. A questo punto si definisce la tipologia di titoli nel rispetto del mercato e delle modalità di collocamento. Segue la scelta di eventuali prestatori di garanzie, società di rating e servicer.

Nella fase conclusiva del processo avviene il rimborso dei titoli ABS emessi, mediante un piano definito in funzione dei flussi di cassa generati dai collateral – eventuali attività poste a garanzia di un prestito – che può avere un rapporto diretto tra le scadenze dei titoli o, in alternativa, con operazioni rotative (revolving).

La cartolarizzazione può rappresentare una delle possibili chiavi per far sbarcare sui mercati dei capitali le imprese di medie dimensioni, indipendentemente dal profilo di rischio. Spesso una delle principali difficoltà di tale tipologia di imprese riguarda la mappatura efficace dell’attivo; questo può rendere

Gli strumenti di finanziamento alternativo disintermediato dalle banche possono essere utilizzabili con ottimi risultati finali. Vanno, però, inseriti in un’ottica di revisione e di riorientamento delle abitudini di finanziamento e, più in generale, della gestione finanziaria delle PMI.

Per quanto il risultato finale – ottenere finanza “fresca” – sia omologo a quello ottenibile attraverso l’emissione di mini- bond, la cartolarizzazione ha come attività sottostante non la performance della PMI a tutto tondo, ma uno o più asset mobiliari o immobiliari, ceduti a una società veicolo che sarà responsabile del pagamento del prestito a fronte del valore degli stessi.

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