Emettere un Bond per Respirare?

l corporate bond può essere uno strumento, disintermediato dalle banche , semplice ed economico utile per rifinanziarsi e per crescere ad esempio con acquisizioni.

Il decreto sviluppo ha introdotto la possibilità di emettere anche se non quotati in Borsa, obbligazioni e collocarle un su un mercato professionale creato ad hoc da Borsa Italiana. Le obbligazioni e i corporate bonds sono una consuetudine piuttosto radicata in molti paesi del mondo. L’Italia è un paese banco-centrico , e questa è una prova generale di disintermediazione , da quelle istituzioni, ovvero quelle bancarie che ormai è provato che sono un freno alla ricrescita. Anche se, per molte banche sopratutto quelle locali potrebbe essere un modo di migliorare il rapporto con i propri clienti prendendosi un ruolo nuovo che può andare da sponsor, passando per quello di arranger. E’ chiaro che sia l’emittente che lo sponsor avranno bisogno di dotarsi di degli advisor con conoscenza di mercati, di pricing e di collocamento per centrare il target. E’ altresì chiaro che un’operazione parte da un attenta verifica del fabbisogno finanziario dell’azienda. In sostanza emettere un prestito obbligazionario costa poco e regala in primo luogo respiro all’azienda e può essere un primo passo per una crescita interna ed esterna rivolta ai mercati. In linea generale l’emissione di questo tipo di strumento obbliga l’azienda con investimenti esigui a diventare più trasparente e a fare i conti con il rating. Sebbene in Italia, non sia particolarmente di moda, perchè il nostro putroppo per tanti versi è un paese di faccendieri e di azzeccagarbugli, la trasparenza paga , paga verso le banche e verso gli stakeholders. L’emissione di un Bond è inserita in una strategia di refinancing delle linee di credito o di acquisizioni può davvero essere la ricetta a basso costo per ripartire. Non tralascerei il fatto , che questi “prodottini” sono parecchio interessanti , visti i tassi per gli investitori istituzionali stranieri con una ricaduta positiva sull’immagine dell’azienda, che diventa interessante anche per l’estero abbattendo quella classica situazione che e’ troppo piccola il suo dossier non arriva sui tavoli dei fondi d’investimento. Lo strumento piace un sacco a giovani imprenditori, illuminati , ma credo possa davvero possa essere preso in considerazione da tutti coloro che combattono tutti i giorni con la la liquidità, ma hanno un’azienda dal business sano, una storia da raccontare e una attitudine all’export. Credo che le migliori categorie merceologiche che potrebbero beneficiare di questo strumento sono proprio quelle del made in Italy che tutto il mondo ci invidia a partire dalle vinicole, che essendo un business aciclico stanno vivendo un momento particolarmente roseo, sino a quelle della meccanica di precisione. Questo piccolo ” go public ” , potrebbe essere premiante per chi vuole resistere alla crisi ed uscirne. Inoltre le aziende possono usare l’emissione di un corporate bond come una straordinaria leva di marketing per far apprezzare la propria solidità e la propria intraprendenza imprenditoriale costruendo un percorso che può portare ad altre attività più complesse, sempre nel segno di etica , innovazione e leadership.Ritengo che in questo caso l’informazione su questo tipo di strumento sia importante, di conseguenza ho messo on line, un sito interessante che è minbond.eu, dove evidenzio alcune caratteristiche interessanti dello strumento.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/la-nota/perche-non-emettere-un-bond-respirare#ixzz2QYuUfL8f

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