Minibond investimenti in corso

Molti operatori si stanno affacciando sul mercato per investire su corporate bond di PMI italiane. Per l’operatore che sottoscrive obbligazioni la valutazione d’azienda deve essere simile ad un private equity.

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I Minibond , meglio comprensibili come corporate bond quotati delle PMI italiane , sono un argomento estremamente di moda che potrebbe consentire a molte aziende di recuperare liquidità e di crescere ancora. Si parla molto di emittenti e molto poco della radiografia di un investitore da best practice. L’esperienza fatta con i fondi di private equity mi porta a poterne fare una radiografia ben definita. Il primo ” disclaimer ” è quello che per quanto sia uno strumento estremamente semplice concettualmente dissuaderei fortemente di cimentarsi in questa iniziativa se non si hanno due tipi di competenze: la prima è da asset manager, ovvero un know-how approfondito nella creazione e nel mantenimento di comparti di investimento sia nazionali che internazionali ( mi riferisco a fondi di diritto lussemburghese e irlandese). la seconda competenza è quella di chi proviene dal mondo del private equity e dell’m&a, quindi di company evaluation. Un mix tra la gestione di titoli mobliari tipica dell’asset management e quella di un’acquisizione di una partecipazione di capitale rischio. Questo porta i fund managers e gli investment managers ad avviare un processo esattamente uguale al Venture Capital Process. Qui emerge la necessità già vista nei fondi di Private Equity di avere nel team degli industrialist ( ovvero persone che conoscono le dinamiche aziendale e/o hanno esperienza di azienda). Le operazioni di sottoscrizione di un’emissione di Piccola Media Impresa italiana potrebbero possono essere viste come acquisizione di un bene particolare rappresentato dal mix inscindibile fra progetto ed imprenditore. Infatti se dovessimo visualizzare la posizione di inserimento della liquidità di debito nel Venture Capital Cycle è il corrispettivo dell’expansion capital sebbene non si tratti di Equity. L’investitore di corporate bond di piccole medie imprese italiane è esposto a quella che viene chiamata adverse selection o selezione avversa. La ricerca di emissioni da sottoscrivere per gli investitori istituzionali quindi si può configurare come una “search good” tale per cui è possibile ridurre l’asimmetria informativa relativa ad alcune caratteristiche del bene stesso, effettuando un’attenta ricerca e valutazione preliminare. In termini pratici è un pò quando andiamo a comprare un auto usata , di cui non sappiamo nulla e paghiamo il nostro amico meccanico di fiducia per verificarla. Questo è il ruolo degli advisor del fondo che andranno a valutare l’azienda di cui fare la sottoscrizione.  E’importante ricordando la famosa frase di Warren Buffet ” Risk comes from not knowing what you’re doing ” per gli investitori.  L’aumento del rischio per l’investitore è dato sopratutto dal fatto che il controllo sull’investimento lo si può fare in maniera limitata con dei covenants che in sostanza vanno a tutelare il sottoscrittore da possibili danni futuri. La descrizione di questa situazione è rivolta sopratutto agli imprenditori-emittenti italiani poco avvezzi alla accountability. I cosiddetti danni futuri , ovvero il comportamento sleale dell’imprenditore sono legati a quello che comunemente viene chiamato azzardo morale. Il Moral Hazard è quella condotta dell’imprenditore, che dopo , in questo caso ha recuperato liquidità dal mercato con il collocamento della sua obbligazione, agisce nella gestione della sua azienda pensando “….tanto i soldi non sono i miei”. Negli incontri fatti con alcuni operatori è già stato costato come stiano preparando delle checklist specifiche di valutazione per superare quello che normalmente si chiama ” valutation dilemma” che affligge proprio le PMI non quotate. Il miglior modello di valutazione per un fondo di investimento dedicato alle obbligazioni delle piccole medie aziende italiane è scandibile in:

  1. Creazione di un deal flow  ( Deal-Flow )
  2. Selezione
  3. Due Diligence ( Legale – Finanziaria – Governance / creazione di un investment memorandum)
  4. Analisi Rischio/Rendimento
  5. Valuation e Negoziazione ( Tasso, Tipologia del Bond e negoziazione dei coventants)

Questa attività ovviamente può essere attivata se l’azienda si è già attivata per una sua ottimizzazione. Ci vorrebbe probabilmente la scrittura di un saggio sui Corporate Bond italiani delle Pmi perchè allo stato attuale manca totalmente il supporto accademico. Quello che è certo che la creazione di un fondo d’investimento per questo tipo di strumento e il suo lavoro di investimento obbliga ad avere dei team misti che non si fermino al funding, ma devono avere delle spiccate qualità nella valutazione aziendale ed accanto all’investitore nel suo processo selettivo ci devono essere advisor capaci di assistere l’azienda in un percorso di bellezza dando luogo anche a riorganizzazioni complesse non solamente finanziarie in qualche caso. Come nelle operazioni di capitale di rischio è necessario che l’investitore/ gli investitori accanto alla ricerca di tasso/rendimento non potendo fare un controllo diretto nella governance o con diritti contrattuali e di controllo tipici del private equity abbiano un dialogo diretto e frequente con gli advisor e l’imprenditore stesso.

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