Tra Minibond e Credito d’Imposta: Come spendiamo i soldi degli investitori.

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In queste settimane dovrebbe essere in dirittura d’arrivo il decreto attuativo per il Credito d’Imposta R&S 2015 frutto di una concertazione tra MEF e Mise. La Finalità e favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo per le PMI italiane, finalità che è comune a quella di poter emettere obbligazioni quotate come i Minibond. L’idea è quella di poter utilizzare insieme questi due strumenti sopratutto per le tipologie di investimenti ammissibili che collimano con lo spirito per “vivere nel modo giusto” l’emissione di un’obbligazione quotata. In sostanza tutta l’attività per la creazione di un progetto di ricerca per ottenere il credito d’imposta può essere inserita in un protocollo strategico prodromico all’emissione di un Minibond. La ratio di questa cosa è sicuramente la possibilità di rendere ancora più attrattivo il Bond e l’azienda stessa fornendo nello stesso tempo un ulteriore vantaggio fiscale, visto che il Credito d’Imposta R&S 2015 è cumulabile con altre agevolazioni che sono quelle connesse alla normativa dei Minibond. Il credito d’imposta sarà pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. Per le imprese attive da meno di tre periodi di imposta, la media degli investimenti in R&S sarà calcolata sul periodo a decorrere dalla costituzione. L’importo massimo annuale concedibile è di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, purché le spese per attività di R&S non siano inferiori a 30.000 euro.

SPESE AMMISSIBILI

  1. quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con apposito DM, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro (al netto dell’IVA);
  2. competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.
    Fra le spese ammissibili figurano inoltre:
  3. spese per il personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, o in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO Isced o di cui all’Allegato 1 al DL 145/2013;
  4. spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati e con altre imprese, comprese le start-up innovative.
    In questi ultimi due casi, il credito d’imposta sarà pari al 50% delle spese sostenute.

 

Il concetto d’investimento in ricerca, in questo caso di un Bond che dovrebbe essere oltre 5 milioni di Euro , è un concetto estremamente gradito agli investitori perché esprime quella ricerca di capitali per lo sviluppo che stanno alla base dello ” spirito” alla base della strutturazione di un Minibond.  Per informazioni su questa doppia opportunità potete scrivere ad az@twindvisors.co.uk

 

 

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